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Gare 2007

 
 

In queste pagine troverete le news sulla sicurezza stradale pubblicate sulla rivista dell' Aci L'Automobile

Guidate con la testa

Tolleranza zero e prevenzione: questi i cardini del nuovo progetto

di legge sulla sicurezza stradale. Lo illustra il presidente

della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci

                                                                                 Enrico Gelpi, presidente dell'ACI(a sinistra)

e Mario Valducci,presidente

della Commissione Trasporti della Camera,

durante la conferenza di presentazione del

progetto "Prima auto per i giovani".

«Non è solo per raggiungere il risultato di dimezzare entro il                                                                                                                                           

2010 i morti rispetto al 2000. Il progetto di legge sulla sicurezza

stradale, in discussione in Commissione Trasporti all'interno

di un comitato ristretto per velocizzarlo, ha l'ambizione

di creare una nuova coscienza di guida». A parlare è

Mario Valducci, del Pdl, dallo scorso aprile presidente della

Commissione Trasporti della Camera. Che spiega: «Èun progetto

di legge articolato, una serie di norme che cercano di

modernizzare e attualizzare il mondo della guida e della sicurezza

stradale. Dal punto di vista mediatico, ci si sta orientando

verso la tolleranza zero per chi guida. E io confermo:

chi guida non deve bere, e chi beve non deve mettersi alla

guida». Parrebbe elementare, ma non lo è. Un concetto facile,

ma duro da imporre. Proprio per questo, secondo Valducci,

occorre un regime di tolleranza zero. «Che passa anche

attraverso un abbassamento del limite alcolemico ammesso.

Non è intenzione del legislatore criminalizzare alcuno,

soprattutto il bicchiere di vino bevuto a tavola o per il

brindisi tra amici. Ma è fondamentale un cambio di mentalità

e di sensibilità. Oggi non si hanno ben presenti i rischi che si corrono nel mettersi alla guida in

condizioni psicofisiche alterate dall'alcol. E questo awiene soprattutto tra i più giovani». Poi, naturalmente,

servono i controlli. Che infatti sono aumentati di quasi sette volte in due anni. Ma soprattutto

serve una maggiore consapevolezza da parete degli automobilisti: accanto alla repressione occorre

la formazione, l'educazione. E infatti il progetto di legge è articolato anche in questo senso.

«Non si occupa solo di guida in stato di ebbrezza - prosegue Valducci -. Forse ancor più importante

è un adeguamento dei controlli per chi gUida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Ormai, è cosa

nota, la cocaina costa molto poco ed è sempre più facile reperirla. Basta andare allo stadio per

accorgersi di quanto sia diffusa. Si crea quindi una situazione perversa: se mi voglio sballare è meglio

drogarmi anzichè bere. Costa meno, non ho limiti orari per il consumo e, se mi fermano, il rischio

è basso». Infatti mentre sono sempre più numerosi gli etilometri, restano del tutto assenti i narcotest.

Per rilevare le tracce di cocaina oggi è necessario un esame ospedaliero, con accompagnamento da

parte dell'agente accertatore: una prassi troppo complicata. Così, a fronte di 35 milioni di patenti, i

controlli per sostanze stupefacenti sono solo poche decine di migliaia.

«Cito un caso assurdo accaduto il 20 agosto scorso - esemplifica Mario Valducci -.Nelly Gerardi aveva

25 anni ed era incinta di cinque mesi, quando a bordo della sua Micra è stata travolta dall'Audi A3

guidata dal ventenne Pietro Galasso. Non fu una tragica fatalità. Galasso era stato fermato da una

pattuglia dei carabinieri. Era stato sottoposto all'etilometro. Era pulito. AlI'alcol. Ma strafatto di co

caina: però nessuno poteva saperlo e fermarlo. Forse Nelly Gerardi non sarebbe morta, se i carabinieri

avessero potuto effettuare, oltre al controllo etilometrico, anche il narcotest. Per questo motivo

prevediamo che una quota delle multe vada devoluta in sicurezza stradale attraverso una struttura

centralizzata, e che questa quota serva anche a dotare le pattuglie di narcotest».

Sono dunque tre i punti fermi del prowedimento:

R        - tolleranza zero per chi beve e si mette alla guida;

R        - una percentuale delle multe destinata alla sicurezza stradale

R        - la certezza della pena per chi contrawiene.

«Tolleranza zero implica un concetto preventivo, non solo repressivo - precisa Valducci -.Così come

preventivo è il secondo punto fermo: chi contrawiene al Codice della strada, con la sua. sanzione

contribuisce alla sicurezza collettiva. Ultimo punto fermo: la certezza della pena. Non è certo una

questione che riguarda solo la sicurezza stradale. Ma qui ancor di più ci si scontra con la funzione

preventiva e dissuasiva che una sanzione dovrebbe avere. Sul blog di Repubblica si può leggere un

esilarante elenco di sentenze di giudici di pace che hanno spesso vanificato l'azione delle forze di

polizia, annullando sanzioni o restituendo patenti sospese con giustificazioni a volte surreali. Senza

contare che chi causa incidenti mortali da ubriaco raramente finisce in carcere come dovrebbe, continuando

al contrario a circolare mettendo in pericolo se stesso e gli altri».

Tre punti fermi da approvare, attuare e rispettare per circolare più sicuri sulle strade.

 

 

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