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In queste pagine
troverete le news sulla sicurezza stradale pubblicate sulla rivista dell' Aci
L'Automobile
Guidate con la testa
Tolleranza zero e prevenzione: questi i cardini del nuovo
progetto
di legge sulla sicurezza stradale. Lo illustra il presidente
della Commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci
Enrico
Gelpi, presidente dell'ACI(a sinistra)
e
Mario
Valducci,presidente
della
Commissione Trasporti della Camera,
durante la
conferenza di presentazione del
progetto "Prima auto per i giovani".
«Non è solo per raggiungere il risultato di dimezzare entro
il
2010 i morti
rispetto al 2000. Il progetto di legge sulla sicurezza
stradale, in
discussione in Commissione Trasporti all'interno
di un
comitato ristretto per velocizzarlo, ha l'ambizione
di creare
una nuova coscienza di guida». A parlare è
Mario
Valducci, del Pdl, dallo scorso aprile presidente della
Commissione
Trasporti della Camera. Che spiega: «Èun progetto
di legge
articolato, una serie di norme che cercano di
modernizzare
e attualizzare il mondo della guida e della sicurezza
stradale.
Dal punto di vista mediatico, ci si sta orientando
verso la
tolleranza zero per chi guida. E io confermo:
chi guida
non deve bere, e chi beve non deve mettersi alla

guida».
Parrebbe elementare, ma non lo è. Un concetto facile,
ma duro da
imporre. Proprio per questo, secondo Valducci,
occorre un
regime di tolleranza zero. «Che passa anche
attraverso
un abbassamento del limite alcolemico ammesso.
Non è
intenzione del legislatore criminalizzare alcuno,
soprattutto
il bicchiere di vino bevuto a tavola o per il
brindisi tra
amici. Ma è
fondamentale
un cambio di mentalità
e di
sensibilità. Oggi non si hanno ben presenti i rischi che si
corrono nel mettersi alla guida in
condizioni
psicofisiche alterate dall'alcol. E questo awiene
soprattutto tra i più giovani». Poi, naturalmente,
servono i
controlli. Che infatti sono aumentati di quasi sette volte
in due anni. Ma soprattutto
serve una
maggiore consapevolezza da parete degli automobilisti:
accanto alla repressione occorre
la
formazione, l'educazione. E infatti il progetto di legge è
articolato anche in questo senso.
«Non si
occupa solo di guida in stato di ebbrezza
-
prosegue
Valducci
-.
Forse ancor più importante
è un
adeguamento dei controlli per chi gUida sotto l'effetto di
sostanze stupefacenti. Ormai, è cosa
nota, la
cocaina costa molto poco ed è sempre più facile reperirla.
Basta andare allo stadio per
accorgersi
di quanto sia diffusa. Si crea quindi una situazione
perversa: se mi voglio sballare è meglio
drogarmi
anzichè bere. Costa meno, non ho limiti orari per il consumo
e, se mi fermano, il rischio
è basso».
Infatti mentre sono sempre più numerosi gli etilometri,
restano del tutto assenti i narcotest.
Per rilevare
le tracce di cocaina oggi è necessario un esame ospedaliero,
con accompagnamento da
parte
dell'agente accertatore: una prassi troppo complicata. Così,
a fronte di 35 milioni di patenti, i
controlli
per sostanze stupefacenti sono solo poche decine di
migliaia.
«Cito un
caso assurdo accaduto il 20 agosto scorso - esemplifica
Mario Valducci
-.Nelly
Gerardi aveva
25 anni ed
era incinta di cinque mesi, quando a bordo della sua Micra è
stata travolta dall'Audi
A3
guidata dal
ventenne Pietro Galasso. Non fu una tragica fatalità.
Galasso era stato fermato da una
pattuglia
dei carabinieri. Era stato sottoposto all'etilometro. Era
pulito. AlI'alcol. Ma strafatto di co
caina: però
nessuno poteva saperlo e fermarlo. Forse Nelly Gerardi non
sarebbe morta, se i carabinieri
avessero
potuto effettuare, oltre al controllo etilometrico, anche il
narcotest. Per questo motivo
prevediamo
che una quota delle multe vada devoluta in sicurezza
stradale attraverso una struttura
centralizzata, e che questa quota serva anche a dotare le
pattuglie di narcotest».
Sono dunque
tre i punti fermi del prowedimento:
R
-
tolleranza zero per chi beve e si mette alla guida;
R
- una percentuale
delle multe destinata alla sicurezza stradale
R
- la certezza
della pena per chi contrawiene.
«Tolleranza
zero implica un concetto preventivo, non solo repressivo
-
precisa
Valducci
-.Così come
preventivo è
il secondo punto fermo: chi contrawiene al Codice della
strada, con la sua. sanzione
contribuisce
alla sicurezza collettiva. Ultimo punto fermo: la certezza
della pena. Non è certo una
questione
che riguarda solo la sicurezza stradale. Ma qui ancor di più
ci si scontra con la funzione
preventiva e
dissuasiva che una sanzione dovrebbe avere. Sul blog di
Repubblica
si può
leggere un
esilarante
elenco di sentenze di giudici di pace che hanno spesso
vanificato l'azione delle forze di
polizia,
annullando sanzioni o restituendo patenti sospese con
giustificazioni a volte surreali. Senza
contare che
chi causa incidenti mortali da ubriaco raramente finisce in
carcere come dovrebbe, continuando
al contrario
a circolare mettendo in pericolo se stesso e gli altri».
Tre punti
fermi da approvare, attuare e rispettare per circolare più
sicuri sulle strade.
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