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Testi e
disegni di Piero Plini, tratto dal n°81 della rivista
Elaborare.
Le auto
devono essere dotate del differenziale sulle ruote motrici
perché, in curva,
i pneumatici
interni percorrono una traiettoria più stretta girando più
lentamente di quelli dal lato opposto.
Se il
collegamento fosse rigido, come l'assale posteriore dei
kart,
le ruote
sarebbero inesorabilmente costrette a pattinare sempre di
più al diminuire del raggio di svolta.
Il classico
differenziale, tuttavia, presenta grandi limiti
nell'impiego sportivo del veicolo perché, quello che
"toglie" ad una ruota motrice,
lo indirizza
sull'altra... anche quando essa non può essere di nessun
aiuto! Se un pneumatico si blocca,
l'altro
continua a girare al doppio della velocità. Allo stesso
modo,
quando una
gomma si solleva da terra e si mette a girare più
velocemente,
l'altra -che
potrebbe garantire aderenza sull'asfalto-, diventa incapace
di imprimere trazione al veicolo!
In sostanza
la semplicità meccanica del differenziale -composto da
2 planetari
e da 2 satelliti-permette esclusivamente di tollerare una
diversa velocità delle ruote ma,
in caso di
perdita d'aderenza, non riesce a garantire l'indispensabile
coppia motrice.
Una vettura
a trazione posteriore può esibirsi in una derapata di
potenza
-che si
protrae per l'intera percorrenza della curva-,
solo se è
dotata del differenziale autobloccante; altrimenti, appena
una delle ruote inizia a pattinare,
viene a
mancare la spinta del motore e quindi la possibilità di
mantenere a lungo quell'equilibrio "in controsterzo"!
Le trazioni
anteriori, invece, che in accelerazione non possono in ogni
caso esibirsi in sovrasterzi,
patiscono un
altro difetto di motricità: rallentano appena una ruota
slitta,
compromettendo la traiettoria e l'accelerazione in uscita
dalle curve!
I vantaggi
dell'auto-bloccante :
II
differenziale autobloccante è un dispositivo in grado di
trasmettere una porzione della coppia motrice
anche quando
uno dei due pneumatici slitta, garantendo sempre e comunque
la trazione.
Il vantaggio
più evidente si nota in curva, perché un meccanismo assicura
l'accelerazione
anche quando
la vettura si solleva da un lato! Senza arrivare a tali
eccessi, si può comunque godere di altri ...
privilegi:
sia in termini di motricita, sia di traiettorie. Queste
ultime possono essere più strette
di quanto
accade solitamente a ridosso del punto di corda, nonché
percorse con un'accelerazione più vigorosa.
Le auto da
competizione sono sempre munite del differenziale
autobloccante,
e ne
traggono maggiori benefici quanto più il percorso è ricco di
curve... in particolare se sono strette.
Il
dispositivo agevola anche le partenze da fermo, poiché se le
gomme iniziano a pattinare,
garantisce
in ogni caso la trazione finché c'è aderenza a disposizione.
Questo
vantaggio viene sfruttato al meglio dalle trazioni
anteriori, che altrimenti risulterebbero oltremodo lente in
partenza.
Comunque, a
prescindere dalla tipologia della vettura, è inconcepibile
partecipare ad una gara d'accelerazione
senza il
differenziale autobloccante... a meno che lo scopo ultimo
non sia quello di scavare buche nell'asfalto!
Anche in
frenata è utile questo dispositivo, perché i pneumatici
-fintante che c'è grip-
non si
bloccano e si ripartiscono la coppia che, in questo caso,
non è più motrice ma frenante...
Allora, c'è
da innamorarsene oppure no?
Tipologie
d'auto-bloccante :
Esistono
vari tipi di differenziali meccanici autobloccanti: a
lamelle, Torsen ed a giunto viscoso.
Recentemente
ha fatto la sua comparsa nella produzione di serie anche
quello interamente elettronico,
che sfrutta
le potenzialità del sistema ESP per convivere con un
differenziale tradizionale.
La strategia
è quella di frenare la ruota che slitta, rallentandola e
impedendo all'altra di bloccarsi;
in questo
modo, una quota della coppia motrice erogata dal propulsore,
viene
trasmessa a terra in qualche modo... ma senza l'impiego di
congegni meccanici sulla trasmissione!
 
denominato
anche "a distribuzione di coppia",
è un
autentico gioiello della meccanica per via della sua
complessità.
Non è un
autobloccante "puro" perché si comporta in modo simile ad un
differenziale classico,
permettendo
alle ruote di variare la velocità relativa in eguale
misura...
ma quando
una ruota tende a pattinare, non riduce più la velocità
dell'altra
ed indirizza
la coppia motrice sulla ruota che esprime più aderenza.
Il suo
peggiore difetto è l'ingombro (oltre a satelliti e
planetari, è composto da numerosi ingranaggi elicoidali)
che rende
il Torsen impossibile da utilizzare... dove non è previsto
di serie!
E' assai più
compatto e viene impiegato spesso sulle vetture a 4 ruote
motrici per la sua efficienza ed affidabilità.
La sua
struttura è semplice poiché collega le parti meccaniche
interne per mezzo di un fluido siliconico a densità
controllata.
E'
realizzato all'interno di un contenitore a tenuta stagna,
nel quale
alloggiano l'albero d'entrata e quello d'uscita non
collegati tra loro.
Ad ogni modo
essi sono dotati di una lunga serie di lamelle, affacciate
molto vicine ed immerse in un fluido speciale.
Proprio
quest'ultimo permette di trasmettere il moto tra le lamelle,
come se fossero pressoché solidali.
In realtà i
due alberi possono avere solo piccoli slittamenti relativi
che non possono assumere entità rilevante.
Difatti il
liquido siliconico, da gelatinoso in condizioni "normali",
diventa
sempre più denso con l'aumentare della temperatura che si
genera variando la velocità relativa tra gli alberi.
Quando ciò
si verifica, il pattinamento di una ruota è di fatto
annullato, seppure con leggero ritardo
(ciò
rappresenta il suo unico neo!) e il bloccaggio del
differenziale si protrae fino a quando la temperatura del
fluido non ritorna nella norma.
Il giunto
viscoso viene utilizzato spesso dai costruttori come
differenziale centrale di trazioni integrali "permanenti"
ma ne è
stata ideata una sorta di variante che le rende
"semipermanenti". Il dispositivo prende il nome di frizione

e, a
differenza del giunto viscoso meccanicamente autonomo,
si avvale di
un controllo elettronico di gestione capace di comandare a
piacimento il bloccaggio tra gli alberi d'entrata
e d'uscita
del differenziale centrale. L'attuazione, in genere, è
ottenuta per mezzo di un pistone
che comprime
le lamelle affacciate tra loro.
Questa
soluzione è utilizzata frequentemente sulle vetture del
Gruppo Volkswagen nate con la trazione anteriore
(le berline
Audi hanno invece il Torsen), in modo da renderle 4x4 per
volontà del software 4 gestione.
In questo
modo la motricità in condizioni di marcia normali è affidata
esclusivamente all'asse anteriore ma,
in caso di
necessità, la frizione Haldex provvede a ripartire la coppia
su ambedue gli assi;
per tale
ragione prende il nome improprio di semi-permanente",
mentre
sarebbe più corretto definirla una quattro ruote motrici
"all'occorrenza"!
Le vetture
4x4, possono adottare da uno a tre differenziali
autobloccanti,
anche di
tipo diverso, piazzati sia tra le ruote dello stesso asse,
sia come ripartitori di coppia tra avantreno e retrotreno.
Come
funziona l'auto-bloccante :

Il
dispositivo illustrato in figura è del tutto simile per
forma e volume esterno al tradizionale differenziale;
però, a
differenza di questo, la coppia di entrata non viene
trasmessa direttamente ai satelliti
ma passa per
i mozzetti di ancoraggio (che non sono liberi di ruotare).
L'autobloccante
prevede che i 4 satelliti (ingranaggi viola)
possano
muoversi lungo le gole inclinate dei mozzetti di ancoraggio
(verde).
Pertanto,
quando i due alberi esterni ruotano a velocità differenti,
i satelliti
sono sottoposti ad una spinta laterale che li obbliga a
risalire la pendenza delle gole dei mozzetti.
Questi
ultimi, essendo affacciati parallelamente, tendono ad
allontanarsi assialmente tra loro
e
-annullando il piccolo "gioco" preesistente-, vanno a
comprimere i pacchi di lamelle (azzurre e rosse)
ai margini
del congegno. In sostanza il meccanismo diviene
autobloccante solo se il nucleo centrale
si espande
assialmente premendo sulle lamelle e ciò si verifica quando
sulle ruote velocità e coppia differiscono di una certa
entità.
Le lamelle
affacciate sono di due tipi, a denti esterni (azzurre) o a
denti interni (rosse);
le prime
sono solidali con l'involucro esterno, mentre le seconde con
i planetari.
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